lunedì 24 maggio 2010

Al Pian del Re






















23 Maggio 2010,
Di ritorno in Italia per un paio di settimane, cosa potevo fare se non un bel giro in bici?
E allora via, ci si organizza per sfidare la montagna piemontese e salire fino al Pian del re.
Il giro non è lunghissimo, 160 km di cui solo 20, tra Barge e Pian del Re, di salita, tutto il resto il piattone della pianura pinerolese.
Ore 8.15 si parte, il frusta passa da Villastellone e ci accompagnerà fino a Barge, per poi tornare indietro proprio sul più bello causa passione per l'Alfa, con la prospettiva di sfiancare il suo 1400 turbo da 170 cv con qualche giro in Pista a Balocco.
A Carignano raccogliamo Giacu, e la squadra è completa. Proseguiamo con calma, complice un po' di vento in faccia, fino a Cavour, poi il vento cambia (per la gioia di Frusta che dovrà tornare indietro di li a poco) e ci porta in un attimo a Barge. Pausa Caffè e poi via, su per la Colletta di Barge, a guardare (e guardarci bene dal prenderla) la strade del monte bracco sulla sinistra. La giornata è calda, si capisce fin da qui, e il cielo è blu con qualche nuvola che potrebbe diventare minacciosa.
Saliamo i 4,3 km al 5% della colletta (1 km al 6 %, gli ultimi 2 al 5,8), scendiamo per qualche centinaio di metri e siamo già a Paesana, dove parte la salita finale.
Primi 4 km di riscaldamento al 3%, successivi 4 ancora al 5 % medio ma con 2 gradoni di 1 km al 7,5 alternati a tratti quasi piani, poi 4,5 km all'8 %, con tratti oltre il 10, a portare a Crissolo. Qui un attimo di paura, causa strada chiusa e asfalto rimosso per lavori, che però per fortuna ci hanno obbligati a procedere con cautela solo per poche decine di metri. 1 km e mezzo al 5,5% e poi su, il tratto finale, duro, di 7 km all'8%, con 4 km al 9,5% e gli ultimi metri a spianare verso la meta. La strada era ancora chiusa al pian della Regina, ma per fortuna, contrariamente allo scorso anno, siamo riusciti ad arrivare in cima, pur dovendo sganciare il pedale in 2-3 occasioni causa frane e neve che copriva tutta la carreggiata, obbligandoci a passare fuori strada.
Come è stato? Guradate le fotografie e giudicate voi!
Qualcos'altro da segnalare? beh, un simpatico cane meticcio mi ha letteralmente aperto la strada da pian della regina fino al pian del re! Correva, si fermava ad aspettarmi e poi ripartiva. Non mi ha mai ostacolato e, ahimè... tecnicamente mi ha bastonato, perchè è arrivato prima di me! (vero che lui non doveva sganciare il pedale...).
Il ritorno è fatto sulla stessa strada per garantire a Giacu di rientrare per le 15 a casa, degno di nota il panino con toma di montagna che a fatica siamo riusciti a farci fare a Crissolo.
Alla prossima Settimana, buone pedalate a tutti.

domenica 9 maggio 2010

Sulla Cresta degli Angeli

























































































































Ciao a tutti,
8 Maggio 2010, caldo, sole, e una pedalata sulla Cresta degli Angeli con paesaggi da mozzare il fiato!
Ci si sposta in auto a Sunland, base di partenza alternativa per la Angeles Crest Highway, che al momento è chiusa per i primi 30 km a causa del fuoco della scorsa estate e delle piogge invernali.
Si parte dal Big Tujunga Canyon, con una temperatura (10 di mattina) intorno ai 32 gradi e un vento alle spalle che se da un lato aiuta a salire dall'altro fa sentire tutto il calore che c'è. Non sapendo dove e se avrei trovato acqua, decido di procedere con cautela, senza forzare troppo.
La salita, come tutte quelle della giornata, è lunga e intervallata da numerosi tratti in discesa, che vanno tenuti in conto per il ritorno (impossibile, causa piogge, fare un Loop, tutte le strade che tornano a valle dal lato dove ho parcheggiato sono chiuse in qualche punto).
Con un pò di tratti al tra il 6.5 % ed il 7 % si arriva, dopo 16 km, al bivio con l'Angeles Forest Hwy.
La Valle è splendida, colline con erba ancora verde per qualche settimane, addolcite dal vento e dalle piogge invernali, sembrano panettoni. Ci sono anche molte strade bianche, ideali per la MTB, che però sembrano chiuse per il rischio fuoco (un violentissimo incendio la scorsa estate ha distrutto migliaia di KMq di foresta. Io ero qui, il fumo che si sollevava somigliava a una enorme nube temporalesca!)
La Angeles Crest Hwy degrada per 3-4 km, poi risale a quota 1000 e incontra la Upper Big Tujunga Canyon Road, che porta alla Angeles Crest Highway. Un po' di mangia e bevi, poi finalmente sale, dal 6,5% al 7%, e porta in 5 km a quota 1400 ad incrociare la Cresta degli Angeli.
Il paesaggio in questo tratto è dominato dal fuoco: spettrali colline grigie per la violenza delle fiamme danno l'impressione di pedalare sulla luna.
Dalla Angeles Crest mi porto verso valle per 7 km, per andare verso Mount Wilson. Arrivato al bivio che porta al monte trovo dell'acqua e quindi posso continuare il mio giro. Il primo grafico finisce alla fontanella.
Approccio quindi la salita verso Mount Wilson, 7 km al 5.5% intervallati da un paio di brevi discese. Arrivato in cima, Il paesaggio è maestoso: da un lato Los Angeles, annebbiata dal suo smog, dall'altra il bacino tra mount Wilson e la cordigliera principale delle San Gabriel Mountains, che si commenta da se.
Tornato sulla Hwy 2 inizio a risalirla, con l'obiettivo di arrivare al bivio con la Hwy 39 di Crystal Lake, che ho descritto settimana scorsa. Mi aspettano 42 km di saliscendi, con pendenze gentili, quasi mai sopra il 5.5%, e molti tratti di discesa per rifiatare, perder quota e soffrire al ritorno!
La Cima Coppi è la Cloud Burst Summit (circa 2100 m). Arrivato al Bivio realizzo che la Hwy 39 è percorribile fino alla vetta e mi riprometto di farlo in giugno.
Lascio alle fotografie del deserto, della valle e della montagna ogni commento.
La Strada proseguirebbe, salendo altri 9-10 km si arriva a quota 2400 e poi si scollina verso Wrightwood, ma per oggi va bene così. Torno indietro sulla stessa strada, arrivo a valle dopo 6h30 e 172 km, con 3500 metri di dislivello e gli occhi pieni delle meravigliose San Gabriel Mountains!
Buone Pedalate a tutti!

domenica 2 maggio 2010

La Azusa Azusa!





























1 Maggio,
5 Settimane dopo il fattaccio descritto nel post precedente, finalmente sono di nuovo confidente nella mia spalla. Si deve festeggiare con un Gran Giro!
E allora ecco qui, la Azusa - Azusa: i più scaltri noteranno una lieve assonanza con un altro giro famoso, che promette di essere la tappa regina dell'estate del Dream Team! Ma anche questa non scherza mica: se si guarda l'altimetria, sono 3810 metri di dislivello in 180 km, di cui 63 con la strada all'insù. Premessa indispensabile: sull'altimetria si noterà che a un certo punto sembra che ci sia stato un salto nel vuoto di 1000 metri di dislivello: il computer è rimasto spento dopo una pausa per scattare 2 fotografie, ma per i fanatici dei grafici la discesa è la stessa strada fatta in salita, così non si perde nulla.
Passiamo al giro: Ci si sposta in Auto ad Asuza, ai piedi delle San Gabriel Mountains. Parcheggio in un punto da cui passerò 2 volte nel corso del giro, e poi si parte.
Prima parte del giro è il già descritto Glendora Mountain Loop. Tempo splendido, sensazioni pure e le prime 2 salite della giornata (GMR, appunto, 15 km al 5%, e Glendora Mountain Ridge, 6 km al 5,8%) più tutti gli strappetti che portano il dislivello complessivo del GMR loop a 1500 m volano via in 3 ore. Nel tratto in piano che mi riporta alla base, chicca, ho percorso qualche km sull'antica Route 66! (nessuna foto perchè non ho trovato il cartello). Pausa all'auto per prendere altro cibo e ricaricare le borracce e via per la seconda parte.
Si comincia con la San Gabriel Canyon Road, strada che i cartelli mi indicano come chiusa ma essendo Sabato passo il blocco e vado su. Il primo tratto della salita è caratterizzato da 2 gradoni di circa 3 km ciascuno al 5 %, intervallati da tratti in pianura o in leggera discesa. Dopo aver raggiunto la confluenza dei 2 rami del San Gabriel River (East Fork e North Fork), prendo verso quest'ultimo in direzione Cristal Lake, con il cartello che indica la chiusura in 4 km.
I primi 3 km sono al 6.2%, poi dopo un breve falsopiano i 5 km peggiori della salita: pendenza media 7,5%, curve 3... fortuna che il vento spingeva su invece di venire contro, se no probabilmente non sarei andato avanti. dopo questo tratto il fondo stradale peggiora nettamente, la strada diventa più tortuosa e a strappi, con una pendenza media del 4,7% per 3 km, del 5,7% per altri 2 km e poi del 7% per i successivi 3 km le punte di pendenza sono più alte (probabilmente intorno al 9%), ma troppo brevi i tratti per essere misurati in modo attendibile. A questo punto, stando ai cartelli, la strada dovrebbe essere finita. Ma non lo è, quindi ho proseguito (tanto era chiusa già da sotto, che differenza fa?) ho proseguito per altri 4 km a pendenze gradevolissime e con paesaggi grandiosi (guardare le fotografie per credere), poi la quantità di pietrisco sulla strada mi ha consigliato di non proseguire oltre benchè la strada sembrasse essere ancora in condizioni accettabili. Un errore, una pietra più grossa e tagliente e rischiavo di lasciare una ruota a 18 km dal primo punto in cui avrei potuto trovare aiuto, un po' troppo. Non fossi stato solo avrei probabilmente potuto proseguire fino alla Angeles Crest Higway (CA n°2) ma magari sarà per un giro a venire.
Si gira indietro e la temperatura crolla vertiginosamente causa opportuna nuvoletta che copre il sole a inizio discesa e sta lì per mezz'ora buona. Nel tratto con diverse curve la strada dissestata impone attenzione, nel tratto dritto è veloce e noiosa, niente da ricordare a parte il panorama. Un po' intirizzito arrivo alla confluenza del fiume e decido, complice un vento che si è fatto violento sulla via del ritorno diretto all'auto, di aggiungere un'ultima salita alla giornata: la Glendora Mountain Road lato East Fork, 8,5 km al 5,6%, di cui il primo km e mezzo al 6,3 e l'ultimo al 6,2. Quindi giù in Picchiata per la GMR lato Glendora, una discesa splendida, tutta curve e tornanti larghi, il tempo per due fotografie e siamo a valle. Gli ultimi 6 km di fondo parete per tornare all'auto e, 7h10 di pedale più tardi, sono in viaggio verso casa, soddisfatto e quasi pronto per quell'altro giro, quello che suona quasi così!
Buone Pedalate a tutti!

Palomar Mountain: un giro... col botto! :-(











Eh si,
27 marzo, data che ricorderò per un po' di tempo, anche solo guardando i segni ancora presenti della giornata.
Il programma? di quelli buoni, 150 km con la scalata di Palomar Mountain, una delle salite più toste della Southern California, 20 km al 6,4% di pendenza media, di cui i primi 4 e gli ultimi 11 al 7% e più.
Si parte da Carlsbad, ridente città del Surf (come tutte, da queste parti) e si risale verso Escondido, con un gradevole vento a favore che aiuta ad allontanarsi dalla costa. dopo 20 km il vento cambia, così come il paesaggio (Escondido mi è piaciuta poco, volevo fare strada trafficata invece del lungofiume ciclabile perchè le facce incontrate dicevano poco di buono). Dopo il paese devio per la Lake Wohlford Road, meno trafficata e più panoramica della S6, con 3 km al 7% per scaldarsi.Seguono una decina di km, in parte vento violento in faccia, in parte favorevole, fino ad affacciarsi sull'ampia vallata che anticipa la Palomar Mountain. Il paesaggio è notevolissimo (Vedere la fotografia per credere) e si inizia a capire cosa arriverà di lì a poco.
La discesa successiva è pericolosa per fondo stradale pessimo e folate di vento che fanno decollare, ma si arriva fino alla ricongiunzione con la S6 e, dopo poco, alla base della salita. I primi 10 km sono duri, con poche curve e tutti, inesorabilmente, controvento! il morale va sotto le scarpe e l'andatura pure, ma tant'è, sono lì e si continua. Poi si gira a sinistra in Palomar Mountain Road, e qui cambia tutto: strada a curve, mezze curve e ampi tornanti, abbastanza protetta dal vento dalla parete della montagna e via, si sale, sempre non troppo forte ma con molto gusto. Arrivo allo scollinamento, 1581 metri, con un sonoro ritardo di 30 minuti rispetto alla tabella di marcia, e decido di rientrare e non proseguire sui mangia e bevi che portano ad uno dei più famosi osservatori astronomici della California (ma tant'è, le stelle le avrei viste di lì a poco...).
La discesa è bellissima, a parte 2 pause per le fotografie allegate ci ho preso davvero gusto, curve tirate, mai troppo veloce ma a ginocchio basso, fino a che, 2 km prima della fine della palomar mountain road... BOOM! La mia camera d'aria posteriore esplode in una curva a 180° a sinistra, ero piegato, non ho potuto far altro che pensare "oh C***O", il cerchio ha sbandato 2 volte, ha toccato l'asfalto e mi ha sparato in avanti... Risultato: legamento Acromio-Collare rotto, 6 settimane per il completo recupero e un bozzo sulla spalla che mi farà compagnia per tutta la vita (perchè questo legamento sembra servire solo a tener giù sto ossicino, quindi visto che la spalla, come posso testimoniare oggi che scrivo, 5 settimane dopo il fattaccio, funziona lo stesso normalmente, non si opera)...
E' stato bello, finchè è durato... Magari prima o poi andrò di nuovo, chi lo sa. Intanto ho provato ad andare in bici dopo una settimana e forse non avrei dovuto, ma dopo 2 pian piano ho ricominciato a fare ore in sella, che se no che gusto c'è?
Buone pedalate a tutti!