lunedì 22 marzo 2010

Festa di Primavera - Seconda Tappa


















































Rieccomi.
Dopo il "riscaldamento" di Sabato 20 marzo, eccoci giunti alla tappa regina di questa riveduta festa di primavera: il "Glendora Mountain Loop", o giro di Glendora Mountain.
Dopo un'attenta preparazione della bici, ed una colazione capace di nutrire una famiglia per una settimana, si parte.
Direzione Pacific Coast Highway, poi verso Los Angeles per una trentina di Km, fino ad incrociare il San Gabriel River. questi 30 km sono di riscaldamento, dato che al mattino non c'è vento ho potuto divertirmi a guardare le centinaia di surfisti che tentano, con più o meno successo, di cavalcare le onde di Newport e Huntington Beach.
Una volta raggiunto il fiume si svolta "a monte" e si risale il corso del fiume lungo una pista ciclabile, molto più brutta di quella del Santa Ana river descritta nella prima tappa e con fondo piuttosto sconnesso, per altri 60, lunghissimi km. In questo tratto si prendono circa 200 metri di dislivello, quasi tutti con dei "Gradoni" corrispondenti alle diverse chiuse che ci sono sul letto del fiume per il controllo delle acque. In ogni caso, questi km sono psicologicamente un massacro. Fortuna che per una ventina di km ho potuto sfruttare la scia di un paio di frustagomme locali che viaggiavano poco sotto ai 40 all'ora, con ritmo costante.
A questo punto siamo ai piedi delle montagne, dieci km di "Sierra Madre Avenue" per raggiungere l'inizio della salita ed è fatta, dopo 100 km si può cominciare. Siamo sulla mitica "Glendora Mountain Road", che in 15 km al 5 % porta fino ai 1.000 metri di altitudine, su una strada "europea" con molte curve e qualche tornante, che fatta in discesa con le gambe fresche è fantastica. E fantastici sono gli scorci sulla piana di Los Angeles sottostante, la foto pubblicata non rende giustizia alla dimensione degli spazi.
Una volta raggiunta quota 1.000, comincia uno dei tratti paesaggisticamente più belli e ciclisticamente più complicati: una serie di mangia e bevi che in 8 km portano ai piedi della seconda salita della giornata. Da qui si vede l'innevato Mount Baldy (che ospita piste da sci operanti da dicembre a marzo) e qualche aquilotto (in foto) e, grazie a due ulteriori fotografie di repertorio (gita di ottobre dello scorso anno, quando ho scoperto queste montagne) si può vedere quanto è bello.
Ora, questo tratto paesaggisticamente è impagabile, ma non si riesce a prendere il ritmo, ci si raffredda dalla salita senza recuperare mai davvero, insomma, è uno spaccagambe che prepara allo strappo successivo, che è più breve (7 km) ma un po' più ripido,con tratti al 7 - 7,5% e porta ai 1350 metri, che sono la cima coppi della giornata. Con le gambe memori dei muri del giorno prima, ho preso una cotta di quelle memorabili, e mi sono chiesto, dato che mancavano una novantina di km: "e adesso come ci torno a casa??". Ho allora inserito le ridotte, la ventola al massimo (in quota, all'ombra e su versante nord c'erano 20 gradi...) e mi sono trascinato fino al punto di ristoro del Baldy Village, una fontanella all'ombra davanti all'ufficio postale. 5 minuti di pausa in più del previsto e la consolazione di non aver programmato di risalire Mount Baldy fino alla partenza degli impianti di risalita, evitando 700 metri di dislivello in 7 km, sono stati sufficienti per recuperare energie mentali.
Giu in picchiata dalla Mount Baldy Road, una discesa senza freni da 70 - 80 kmh, e sono di nuovo a valle, sopra i 30 gradi, volando i 30 km che mi separano dall'ultima (almeno sulla carta) asperità della giornata, grazie ad una strada che continua impercettibilmente a scendere.
al km 170 si attacca il Carbon Canyon, uno strappo al 7,5 % di circa un km che poi degrada, con un paio di dolorosissimi ancorchè brevi "richiami", fino al Santa Ana River Trail, passando per Kraemer Boulevard, che è interminabile causa semafori. Si noti, nelle ultime 2 fotografie, che più che in Southern California sembra di essere in Irlanda, dato il verde brillante dell'erba nata con le piogge, abbondanti per queste zone, che si sono avute nei mesi invernali.
Arrivato al fiume, sono ormai a 25 km da casa, ma ecco la, purtroppo preventivata, cattiva sorpresa: l'abituale vento oceanico è contrario (che vuoi, il fiume va verso l'oceano e l'aria al pomeriggio dall'oceano verso terra, quindi si poteva solo sperare al miracolo), e questi km diventano un supplizio a tutta a 28 kmh, nonostante la leggera pendenza favorevole.
Ma poi arriviamo alla fine a casa, 7h e 52 minuti di pedale dopo la partenza, 215 km, 1915 metri di dislivello e 27,7 kmh di media. Ho bevuto 5 litri d'acqua e mangiato 8 panini (ma quanto mi manca Jacky con i suoi puffetti), e in totale ho portato la festa di primavera ai 350 km: tradizione rispettata e divertimento (e fatica) assicurati!
Alla prossima e buone pedalate a tutti.

domenica 21 marzo 2010

Festa di Primavera - prima tappa





























Oggi, 21 marzo 2010, ho festeggiato la primavera alla mia maniera: Pedalando!
La tradizione vuole che tutti gli anni, almeno fino allo scorso anno, il giorno della Milano Sanremo, fosse anche il primo giro da 200 km dell'anno, sempre lo stesso giro, da solo, con Monferrato, valle Belbo Langhe e Roero.
Quest'anno molte cose son cambiate: ho già pedalato i 200 km a gennaio, il giorno della classicissima mi trovavo a 10.000 km di distanza dal piemonte, allora ho cercato qualche modifica: prima ho provato a fare lo stesso giro, in compagnia ma la settimana prima. La mamma di Marzo, parente stretta di quelle di Febbraio e Gennaio, era di parere contrario e lo ha dimostrato con una codata d'inverno che ha reso impraticabili le strade di cui sopra e durissimo pedalare 7 ore Causa freddo. Settimana scorsa abbiamo ripiegato su un tristissimo 3 statali, di cui scriverò un'altra volta, e allora ho dovuto pensare ad un'altra modifica della festa.
Perchè non espanderla in 2 giorni? Ma certo, detto e fatto!
Allora ieri, dopo la Milano Sanremo che ho seguito su Internet, sono uscito per la prima tappa della festa.
E' la tappa preparatoria, su strade che pedalo quasi tutte le settimane. Si parte da Costa Mesa, in California, dove vivo quando sono in "esilio", e si va verso il Santa Ana River Trail, una strada ciclabile che risale il corso del fiume, il Santa Ana, appunto, per una trentina di km. La pista è molto bella, scorrevole e larga da stare in quattro allineati, ha però numerosissimi "Dip" (cunette) perchè tutte le volte che un ponte atraversa il fiume la strada si "abbassa" per passargli sotto e poi risale. Lasciato il fiume, ecco la prima asperità della giornata: Cannon street parte prima, un muro di 1 km al 12%, tanto per scaldarsi. Appena scesi c'è la parte seconda, solo 700 metri al 7,5%, seguiti da Canyon view, altri 800 metri all'8.8%. Usciti dalle colline denominate "Orange Hills", perchè arance ci coltivano, eccoci andare verso il Santiago Canyon, una bella strada, con poco traffico, che in 2 tratti di salita intervallati da un lungo falsopiano raggiunge i 400 metri di altitudine. Dopo l'ultimo scollinamento una veloce e breve discesa e il Live Oak Canyon, 1 km al 7 % che porta ai 430 metri della "cima Coppi" di giornata. La sorpresa è la cerva, bella grossa, che attraversa la strada proprio allo scollinamento, 50 metri davanti a me. Ancora il tempo per un'altro strappo di 500 metri all'8 %, il Trabucco Canyon, e poi si scende verso San Juan Capistrano, 15 km velocissimi grazie a un filo di vento buono e all'1-2 % di pendenza. Qui non ti trovo la Parata Messicana??? 2 foto alla banda e ai cavalli con la banda e giù a Dana Point, verso il Porto. altro strappo, questo proprio cattivo, 400 m al 14 % con punte del 18, e siamo sulla Pacific Coast Highway, PCH per gli Amici. Questa strada percorre buona parte della California, e somiglia molto all'Aurelia: larga come la SS1 quand'è a doppia corsia e frequentata dai ciclisti come d'inverno in Liguria. è Vallonata e passa vicinissima all'oceano (una delle foto è di ieri, le altre sono di repertorio, passo da questa strada quasi tutti i giorni nel mio giro del mattino): sempre praticabile, fresca d'estate e mite d'inverno, bisogna sempre prenderla a favore di vento (che per fortuna è piùttosto prevedibile). il Pacifico non è proprio uno stagno e le brezze pomeridiane possono anche far passare la voglia di pedalare. poi su verso casa.
Alla fine: 135 km, 1325 m di dislivello e ottime sensazioni: tutto pronto per la seconda tappa!

domenica 14 marzo 2010

L'estate sta arrivando!

L'estate sta arrivando amici, anche se a mettere il naso fuori e a guardare il fango sulla bicicletta non si direbbe, almeno per questa settimana.
E quindi la cabina di Trofarello, che peraltro causa neve e freddo sta perdurando ben oltre la normale data di chiusura, è destinata ad essere sospesa fino al termine delle gare di tutti i frustagomme di Torino sud.
Ma noi non potevamo stare tutti questi mesi senza scrivere di bicicletta! E quindi abbiamo ideato questo blog gemellato con il più collaudato www.cabinatrofarello.blogspot.com, con l'obiettivo di raccontare i giri in bici "da marzo ad ottobre" di tutti coloro che vorranno collaborare e, perchè no, di creare qualche gruppo più numeroso per gli obiettivi principe della stagione, usando i post per pubblicizzare gli appuntamenti più importanti.

Collegatevi numerosi e buone pedalate a tutti!

Alessandro e il Dream Team